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TECNOLOGIA ITALIANA AL CENTRO DEL NUOVO POLO SIDERURGICO GREEN DA 850 MILIONI DI DOLLARI. ACCORDO SACE–WESTERN AUSTRALIA SULLE FILIERE INDUSTRIALI STRATEGICHE

AMB SANILEI

L’Ambasciatore Lener a Perth per gli accordi industriali con Danieli e Webuild. Firmato il Memorandum tra SACE e Governo del Western Australia su minerali critici e transizione energetica, nel solco delle intese avviate ad agosto durante “Calcio Italiano”. Incontro con Perdaman sui progetti nel Pilbara.

PERTH – La tecnologia italiana è protagonista del primo nuovo impianto siderurgico australiano in oltre 35 anni. Il progetto, del valore di 850 milioni di dollari australiani, sorgerà a Collie, nel Western Australia, e sarà sviluppato dalla società australiana Generation Steel con il contributo di due importanti gruppi italiani: Danieli, leader mondiale nelle tecnologie siderurgiche, e Webuild, attraverso la controllata australiana Clough.

Il progetto, sviluppato dalla società australiana Generation Steel, prevede la realizzazione di un impianto alimentato da energia rinnovabile, capace di produrre 450 mila tonnellate di acciaio all’anno utilizzando rottami ferrosi riciclati. Danieli fornirà le tecnologie produttive, mentre Clough è coinvolta nella progettazione e nello sviluppo dell’infrastruttura.

Alla cerimonia di firma degli accordi industriali, svoltasi il 29 ottobre a Perth, hanno partecipato l’Ambasciatore d’Italia in Australia, Nicola Lener, il Console italiano a Perth, Sergio Federico Nicolaci, e il Presidente di SACE, Guglielmo Picchi.

Ma il nuovo polo siderurgico è soltanto uno dei grandi progetti industriali australiani che vedono una crescente presenza italiana. Durante la visita, la delegazione ha incontrato anche Vikas Rambal, Presidente del gruppo Perdaman, impegnato nella realizzazione di un impianto per la produzione di urea nel Pilbara, dal valore di circa 6,5 miliardi di dollari australiani, al quale partecipano Saipem e Clough. Il gruppo sta inoltre valutando lo sviluppo di una nuova raffineria, un progetto che potrebbe aprire ulteriori opportunità per le imprese italiane.

«Sono esempi concreti del contributo della tecnologia e del know-how italiani alla diversificazione industriale australiana, anche in un’ottica di sostenibilità ambientale», ha sottolineato l’Ambasciatore Lener, evidenziando il crescente peso della collaborazione economica tra i due Paesi.

La visita ha segnato anche un ulteriore passo avanti sul fronte delle materie prime strategiche. SACE, l’agenzia italiana per il credito all’esportazione, e il Governo del Western Australia hanno firmato un Memorandum of Understanding per rafforzare la cooperazione nei settori dei minerali critici, della transizione energetica e della manifattura avanzata, con particolare attenzione alla sicurezza delle catene di approvvigionamento.

L’intesa arriva a meno di tre mesi dalla dichiarazione congiunta sottoscritta lo scorso agosto, durante il forum economico “Beyond the Pitch”, organizzato a Perth nell’ambito dell’iniziativa “Calcio Italiano – Only in Perth”. Un appuntamento nato attorno al grande calcio italiano e diventato anche un’occasione per consolidare i rapporti economici tra imprese e istituzioni dei due Paesi.

L’accordo si inserisce in una strategia più ampia con cui l’Italia punta a diversificare le fonti di approvvigionamento e a rafforzare la sicurezza delle proprie filiere industriali. Una priorità che riguarda anche settori sensibili come la difesa, al centro del recente accordo tra SACE, Direzione Nazionale degli Armamenti e AIAD per sostenere la competitività internazionale dell’industria italiana dell’aerospazio, della difesa e della sicurezza.

Per l’Italia, l’Australia Occidentale si conferma così un partner di crescente importanza: una regione ricca di risorse minerarie ed energetiche, al centro di grandi investimenti industriali e sempre più interessata alle tecnologie e alle competenze delle imprese italiane