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Messaggio natalizio del Console ai connazionali

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Il seguente messaggio natalizio è stato trasmesso sul canale Radio 6EBA di Perth

Cari ascoltatori,

a pochi giorni dal mio insediamento come nuovo Console d’Italia in Australia occidentale, è un piacere rivolgere a tutti voi il mio più caloroso saluto e mandare con questo messaggio via radio a ciascuno di voi i miei migliori auguri di un sereno e gioioso Natale.

Quest’anno sarà per me un Natale speciale: per la prima volta non vedrò, come dall’altra parte del mondo, lo scintillante riverbero della neve a ricoprire il paesaggio e le colline all’orizzonte, ma le calde acque dell’Oceano indiano riscaldate dal radioso sole d’Australia.

Soprattutto, dopo quasi due anni di guerra in Ucraina, trascorrerò le festività natalizie insieme alla mia famiglia, in questo angolo di paradiso che è il Western Australia, che sarà la mia casa per i prossimi quattro anni.

Il Natale, come sapete, non si riduce però solo a passare una bella giornata di festa in compagnia. Natale, per come la tradizione ce lo ha consegnato, è ricordare e celebrare insieme il senso della nostra più profonda umanità. L’antico e misterioso annuncio della nascita del bambino Gesù, molto tempo fa a Betlemme, ci riporta al cospetto del pensiero vertiginoso di un Dio che non rimane un al di là distante, oscuro e indifferente ai destini del mondo, ma di un Dio che si incarna in un bambino, che entra nel mondo e nella storia, riconciliando in questo modo cielo e terra. Come ebbe a dire Papa Benedetto XVI nella sua prima omelia di Natale, “l’eterno oggi di Dio è disceso nell’oggi effimero del mondo e trascina il nostro oggi passeggero nell’oggi perenne di Dio”.

Si tratta di un pensiero che ha davvero spostato l’asse della storia, dando vita ad una civiltà unica al mondo. In questo senso, la festa del Natale ci riconnette alle più profonde radici della nostra identità come abitatori di quello spazio spirituale che chiamiamo Occidente, che si è interamente sviluppato nel solco del grande messaggio evangelico: pensate alla teologia, alla filosofia e alla letteratura, ma anche alle forme visibili della nostra cultura, come l’arte, l’architettura, la musica.

In un mondo lacerato dalle ferite della guerra, in Europa e in Medio Oriente, il Natale lascia presagire la speranza che la luce divina rischiari sempre di nuovo le tenebre del mondo, e riscaldi il freddo che sorge dal cuore ottenebrato dell’uomo: quella stessa luce che vediamo risplendere negli occhi dei bambini.

Cari connazionali, giunga dunque a ciascuno di voi l’augurio di un sereno e felice Natale con i vostri figli, i vostri nipotini, i vostri cari, nella consapevolezza che ciò che siamo e ciò in cui crediamo – la nostra identità – è anche ciò che ci unisce e ci rende una comunità.

Una comunità che nei prossimi anni avrò l’onore di servire, accompagnato in questo difficile compito da tutto lo staff del Consolato e dal continuo supporto di tutti voi.

Grazie per il vostro benevenuto, in attesa di incontrarvi personalmente nei prossimi mesi.

Sergio Federico Nicolaci